Max Magnani (Acetone), un 2026 di funky house
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16/01/2026 | lorenzotiezzi
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«La AI, ovvero l'intelligenza artificiale applicata alla musica diventa un pericolo solo quando noi artisti, noi produttori non capiamo che è solo uno degli strumenti a disposizione per esprimere la nostra creatività. Più volte sono stato in studio con Steve Tosi, anche con musicisti in carne ed ossa a nostra disposizione... siamo stati noi a chiedere loro di provare a fare un riff in un stile o un altro o qualcos'altro. La AI è come un arrangiatore sempre a tua disposizione: sei tu a dovergli chiedere cosa fare e come farlo e poi a dover capire cosa funziona e cosa invece non lo fa».
Incontrare l'artista e DJ produttore bolognese Max Magnani, uno dei talenti della family di Acetone (prima di tutto con Nari, Jens Lissat, il già citato Tosi, Michelle C ed altri artisti). regala ogni volta una carica di energia. Succede anche nel 2026. Dopo tanti anni passati tra console e studio... sembra avere sempre più voglia di fare. Ad esempio, continua la sua collaborazione, con Lupo Beach, al Lido di Savio, in Romagna, uno spazio dall'identità musicale ben precisa.
La tua visione sulla AI è illuminante e molto positiva.
«Più che positiva, credo sia realistica. La AI è qui e non se ne andrà. Dobbiamo usarla bene. Se oggi un giovane pilota ha come ovvio obiettivo la Formula Uno, cosa fa per migliorare la sua guida? Impara a fare a cambiare marcia facendo la "doppietta", che serviva a sincronizzare il cambio con il motore... oppure fa altro? La AI dobbiamo imparare ad usarla, ognuno a suo modo. Se ci usa lei, diventiamo inutili ma credo sia una risorsa».
La tua "Vogue" su Acetone ha avuto ottimi risultati, anzi sta avendoli ancora.
«Durante le mie serate suono sempre i miei pezzi, anche quelli meno apprezzati. La nostra versione di "Vogue", invece, piace molto, ancora oggi, è ancora in ottima posizione su Beatport. Abbiamo lavorato moltissimo sulla traccia, sulla melodia, sul suono, sull'armonia... Mi sono accorto che il brano aveva qualcosa di speciale appunto suonandolo durante le serate i più distratti si giravano verso la console».
Ti stai godendo un meritato successo, come produttore... e anche come DJ
«In realtà ero già realizzato prima, quando i miei brani su Beatport in classifica non avevano grande successo. Faccio musica prima di tutto per me. Oggi sto raccogliendo i frutti di tre anni di lavoro, come produttore. E anche come DJ sono soddisfatto».
Cosa rispondi a chi ti chiede qual è il tuo brano migliore?
«Qual è il mio brano a cui sono più affezionato? Il migliore? Quello di cui sono più orgoglioso? La risposta è semplice, non l'ho ancora finito. E' sempre il prossimo».
Acetone su Instagram
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